Petal Veil: il guru finzionale
26 04 2008Un’azione geniale. Ma mi chiedo fino a che punto non possa sfuggire dalle mani.
Andiamo per passi.
“Namestè”.
2007 - inizia la bella stagione e in rete (e non solo) si comincia a sentir parlare del grandissimo Petal Veil, il padre della Minimal Beauty, filosofo della cura del sé e noto personaggio del jet set hollywoodiano: il guru della bellezza.
Nel sito di Petal Veil si può capire bene ciò che questo personaggio ha in mente:
“Tutto comincia dalla cura di sé”. Se la scienza e la tecnologia hanno rintracciato gli elementi alla base della materia e della vita, Minimal Beauty è la rivoluzione alla radice della bellezza. Minimal Beauty non è un makeup, ma la pura luce che ogni donna può far risplendere sul suo volto, quella che la sua anima irradia. È una bellezza sorgiva, la cui fonte risiede nell’equilibrio interiore, nella cura quotidiana delle piccole cose e del più semplice e nascosto dettaglio. Un esempio: la perfezione che dal profondo dell’anima rischiara la pelle delle donne ritratte da Jan Vermeer. Una bellezza che può essere tua, perché in potenza già la possiedi. Per questo Minimal Beauty non è un traguardo, ma solo il punto di partenza. Il tuo corpo non è altro che l’immagine della tua anima. Curare l’uno è curare l’altra. L’essenza della donna è la vera natura della bellezza.
Si può trovare la biografia: vita complicata, eccellenza negli studi…insomma un mix di esperienze significative che segnano l’esistenza di Petal. E poi tutte le sue stravaganze come il “No Gravity Haircut”, un taglio sperimentale a gravità zero finanziato dalla Nasa.
In questo periodo la Minimal Beauty di Petal Veil fa veramente moda, un rivoluzionario modo di vivere la vita; nascono i primi blog http://www.minimalbeauty.splinder.com/ (a proposito, leggete l’ultimo post pubblicato), se ne parla nelle pricipali testate nazionali, Petal viene addirittura paparazzato con famose star. Ad un certo punto arriva una sensazionale notizia: Petal inizia il suo tour per l’europa in cerca della donna che possa impersonificare la sua concezione del Minimal Beauty; attraverso un casting verrà scelta la protagonista della sua nuova opera d’arte: un film sulla Minimal Beauty.
Ormai si scatena la “petalveilmania”, si trovano kit di bellezza Minimal Beuty, su ebay si vendono foto autografate di Petal Veil, tutti i giornali parlano del grandioso casting.
In Italia 9 sono le tappe di Petal per il casting: Ostia, Cesenatico, Pescara, Gallipoli, Lignano, Tropea, Salerno, Porto S. Stefano, S. Margherita Ligure.
100.000 donne contattate, ragazze che macinano km per il casting.
E Petal che dice? “namastè”, nient’altro. Si perchè l’olendese orfano geniale Petal Veil, non è altro che un attore con un forte accento romano e quindi non può dire altro.
Tutto finto. Dietro c’è Lines: grandissima operazione di marketing, idea geniale. Ci sono cascati tutti, i giornali, i blog, le tv e le povere ragazze che hanno fatto il casting.
Lines assicura che il film verrà comunque fatto e che le ragazze sono tutte state personalmente contattate.
Ma mi chiedo: nessuna si è sentita presa in giro? nessuna si è sentita “fregata”? Non è che la Lines si è fatta prendere un po’ dall’entusiasmo di questa azione, calcando un po’ troppo la mano? Finchè sono i media a cascare nella trappola, va anche bene. L’obbiettivo non è proprio quello? ma quando si va oltre? Domanda aperta.